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Perché si spettegola?

Posted in Sottolascorza la Rubrica - Sottolascorza - I Edizione

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“Le comari di un paesino non brillano certo in iniziativa” citando una famosa canzone, della quale non sto a dirvi il titolo, inizio questa mia breve ed assurda rassegna sulla “morale” dello spetteguless.
Perché quando ci si trova a casa di un'amica, conoscente, parente, sconosciuta (ma ci devo andare alle feste comandate), immancabilmente, mentre si prende l'ennesimo caffè, si finisce a parlare di vita, morte, miracoli, fede politica, religiosa, sessualità di una Tizia o di un Caio che se si incontra per la strada si fatica a capire a chi “appartiene”?

Perché altrimenti si dovrebbe parlare della nostra vita, morte, miracoli, ecc.., e converrete che questo non è sempre positivo.
Mettiamo il caso che si inizi a parlare con la persona a cui si fa visita di lei! Impossibile... Certo alcune cose standard come ad esempio: come stai? la famiglia? il lavoro?, se c'è; vanno chieste, ma finite le convenzionalità, la conversazione si interromperebbe neanche salito il caffè! E per evitare imbarazzanti silenzi la padrona di casa esordisce così:
« Hai saputo di Tizia?? »
Tu il più delle volte te ne esci con : « Tizia chi?? »
Mai domanda fu più sbagliata!Ecco che inizia la carrellata delle parentele di Tizia, delle imprese “eroiche” di ogni componente della famiglia, cane compreso, a partire dall'era delle crociate, finché tu (che ancora non hai capito chi è sta Tizia), te ne esci con un «Aaaaahhhh», che delinea la tua comprensione, e con un «No, non ho sentito niente.»
A quel punto, la tua interlocutrice si sente autorizzata a darti delle informazioni, che tu non hai chiesto!, sulla vita di questa Tizia. Ecco che la conversazione diventa una elencazione dettagliata, e dico dettagliata, delle relazioni amorose di questa Tizia che 99.9 volte su 100 è sposata.
L' 87% delle relazioni, degli incontri, dei luoghi e delle modalità del misfatto ti risulta (a te che non conosci neanche questa Tizia) contrario alle leggi della fisica, della matematica e della chimica, ma educatamente ti limiti ad acconsentire ad ogni frase, sperando in un cambio di discorso... che non avviene... anche perché “quando pensi che sia finita è proprio allora che arriva un'altra amica” che, guarda un po', ha sentito da uno, che lo ha sentito da un altro, al quale glielo ha confidato il gatto, che al mercato mio padre comprò, che un certo Caio (denominazione geografica e familiare a te sconosciuta, deve essere parente di Tizia) ha fatto questo, quello, e anche quest'altro.
Tu, memore della vecchia conversazione, non ti permetti di fare domande e dopo un'ora e tre quarti di fatti, racconti, favole e quant'altro su Caio, prendi coraggio e ti inventi una malattia cronica che ti impone di andare a casa in quel preciso istante.
Uscendo dalla casa ti accorgi, con estrema gioia, di essere scampata alla coppia di sorelle zitelle che stanno entrando mentre tu stai uscendo. Felice di essere sopravvissuta a questo (il 2012 gli fa un baffo), ti fermi a fare l'aperitivo al bar dove incontri qualche amico-conoscente-sconosciuto ma prolisso causa alcol, e ti fermi a chiacchierare… o mio Dio... ti accorgi improvvisamente di ricordare tutto, ma proprio tutto di Tizia e Caio e combatti contro l'impulso di dire «Ha saputo di...»... ma non ce la fai, cedi, racconti tutto, non puoi tenerlo dentro, troppe informazioni, troppo pesanti, scottanti, piene di curiosità... eppure prima non te ne importava niente!
Inizia così il tuo ruolo di comare. Il tuo interlocutore, però, il più delle volte è attivo, anzi, aggiunge delle notizie in più, importantissime ai fini del Giudizio complessivo sull'operato di Tizia e Caio!
E così inizia (anche per colpa tua) il circolo vizioso dello spettegolare...
Le vite di due persone volano di bocca in bocca per tutto il paese ed ogni bocca aggiunge un particolare in più.
Dopo alcuni giorni la notizia ritorna al primo interlocutore, “leggermente” modificata, il quale non riconoscendola la ritiene una nuova chicca... ed olè ricominciamo di nuovo con questo giro di valzer finché... finché non esce la notizia (più allettante) di una Caia e di un Tizio, che cambiano il soggetto delle chiacchiere e delle discussioni.
A questo punto una domanda sorge spontanea: “Perché???”
E a questo quesito do la mia risposta (è un'idea, non giudicatemi) :
La vita in un paese è notoriamente monotona, scandita dal tempo, dalle stagioni, dalla Domenica in Chiesa, ed altri riti fissati nel tempo. Converrete con me, dunque, che tutto ciò alla lunga stanca, uccide la creatività, la fantasia.
Scrivere, inoltre, o disegnare, o fare bricolage, uncinetto, ecc... comporta un grande dispiego di energie fisiche. Alla luce di ciò come può una persona sfogare la sua fantasia al minimo sforzo possibile? Inventando storie! Ma queste storie per essere allettanti e fare audience, devono riguardare persone che si conoscono, si incontrano, e, soprattutto, devono contenere temi di attualità e di gossip. Inizia, così, la creazione del dramma, della storia tormentata ed amorale di un qualche Pincopallino il cui nome è pescato da un cappello.
Meglio se il soggetto, protagonista, è sposato-fidanzato-frequentatore-amico di qualcuno (meglio se a sua volta è sposato, fidanzato), e che questo venga sorpreso in atteggiamenti scottanti (il più delle volte a parlare, respirare, camminare) con qualsiasi essere vivente che non sia suo marito, fidanzato, ecc.
È così che inizia la Storia, una storia di incontri clandestini, di baci sfiorati, di corna cresciute in testa a qualcuno, e di figli, figli di chi sa chi.
Questa storia riempie le giornate di chi, altrimenti, verrebbe soppresso dalla noia del quotidiano, e tiene allegre, sveglie ed attive le menti di tuuutta la popolazione che è legittimata a continuare la storia aggiungendovi un tocco personale, giusto per ravvivarla.
Ecco perché (sempre per me, non giudicatemi... vi prego!) si spettegola... per noia, per frustrazione, per non spendere energie fisiche, per passare le lunghe giornate davanti al fuoco d'inverno, e sulle panchine di estate.
Ma questo spettegolare ha una positività tutta egoistica, noi passiamo il tempo gioiose e Tizia si chiude in casa in preda alla vergogna per qualcosa che (al 99%) non ha fatto. Purtroppo è questa la doppia natura dello spettegolare: da un lato, la comare passa il tempo; dall'altro il protagonista e il coprotagonista (di solito più di uno, di solito 1000) sono nel mirino della critica, della vergogna e si sentono sporchi per un qualcosa che non hanno fatto o pensato di fare.
A questo punto mi scosto dall'analisi dello spettegolare per dare un consiglio ai protagonisti delle storie (consiglio, vi ricordo, nato da un'idea personale):
• Se anche voi siete stati almeno una volta creatori di una Storia, arrangiatevi, la ruota gira;
• se non avete mai partecipato alla creazione di un racconto collettivo, allora, pensate al bene che fa la vostra storia alle persone che la raccontano, che altrimenti si fossilizzerebbero nella loro quotidianità e diventerebbero simili a piante. Pensatevi, quindi, come ad eroi della patria, coraggiosi, onesti e pronti al sacrificio per il bene collettivo! Siete eroi! Eroi che salvano, eroi che rallegrano, eroi che tengono in vita!! Certo... è una consolazione un bel po' magra... anzi quasi sciocca... ma è sempre meglio di niente.
È così che finisce la mia analisi (se così si può dire) di un fenomeno mondiale, teorizzato per semplicità nell'ottica di un paese che non cito (ogni riferimento è puramente voluto), sullo spettegolare. Fenomeno che, è inutile sperarci, non si estinguerà mai.

Michela Aliprandi

Commenti   

 
0 #3 Paolo De Marco Y-m-d H:i
complimenti condivito ogni singola parola!
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+1 #2 Pasqualino De Marco Y-m-d H:i
io rispondo a coloro che sono vittime dello spetteguless utilizzando le parole di Vasco :

non ti fermare davanti a niente
non ascoltare nemmeno la gente
non ti distrarre perché
la vita è tua

Prendi la Strada tutto il testo a questo link : http://www.angolotesti.it/V/testi_vasco_rossi_1563/testo_canzone_prendi_la_strada_1170027.html
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+2 #1 Salvatore Loguercio Y-m-d H:i
"Great minds discuss ideas; Average minds discuss events; Small minds discuss people".
~Eleanor Roosvelt
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