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Qual è il fine?

Posted in Sottolascorza la Rubrica - Sottolascorza - I Edizione

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Ottobre 2010  


Quando la notte porta consiglio…


Qual è il fine?


-Dormi? Hai da fare?
- Dimmi.

- Non ho ancora letto il tuo testo, mi sono messa a sistemare quello di apertura rubrica, volevo mandartelo stasera, ma mi è venuto da scrivere altro a riguardo...
Ora ho spento il computer, ma ho carta e penna alla mano e per continuare ti faccio una domanda che sicuramente ti avrò già fatto:  «Tu scrivi?».

- Non frequentemente, mi piace, ma raramente lo faccio.


- Hai dei testi sparsi in giro per il mondo? Cose tue private?



- Sicuramente.

- Le faresti leggere?

- Non tutto.

- Perché metteresti a nudo una parte di te?

- Perché raccontano stati d'animo e momenti che solo io devo sapere.

- E quali mostreresti, quelli a tematica generale che nascondono l'anima?

- Anche in quelli a tematica generale si può mettere l'anima, non per forza esplicitamente. Per quanto se ne voglia, una cosa è scrivere un pensiero, raccontare un particolare stato d'animo (queste sono le cose che pubblicherei), un’altra è scrivere un proprio particolare momento di vita che solo tu puoi capire e che scrivi per non dimenticare, per confrontarti unicamente con te stessa (ci sono cose di me che gli altri non devono sapere, non per paura del confronto o per vergogna, ma semplicemente perché non mi interessa che gli altri le conoscano).

- Io ho tanti diari. Rileggendoli, ogni tanto, trovo un sacco di cavolate, ma c'è sempre un pensiero importante di fondo che è proprio la ragione per cui si scrive. Fatto sta che ultimamente credo quasi di riuscire a mostrarmi, credo che ce la farei. Sarà che mi sopravvaluto.
Sarà che, finalmente, ho deciso che voglio crescere! Voglio uscire dalla protezione di un cassetto, forse perché ho capito che per vivere bisogna essere quelli che si è senza averne paura... non so, ma finalmente sto iniziando a lavorare per me, non lo faccio per manie di protagonismo, ma perché amo tanto, tanto, il confronto. Amo essere mandata a quel paese, amo “rompere le scatole” alla gente.
Quando cresco se non mi mostro?? Se continuo a far vedere quello che voglio essere e non quello che sono? Io voglio raggiungere tale apertura perché credo che solo attraverso questo spiraglio si possa raggiungere la strada che conduce alla “cultura”.

- Ti dico quello che ti ho già detto: ci sono cose che non pubblicherei. Per il semplice fatto che non sono un tramite per aprirmi agli altri né per confrontarmi, non è necessario entrare nel profondo del proprio animo e mettersi completamente a nudo, perché ritengo che prima del confronto con gli altri, devi vincere il confronto con te stessa, e nessuno potrà mai essere sincero su di sé mettendo cose scritte su un forum: ripeto, ci sono cose che gli altri non devono sapere, perché ciò non è necessario per la mia crescita culturale, né per quella emotiva.

-  Giusto, ma già il fatto che sei disposta a pubblicare qualcosa è un bel passo verso quell'apertura che ti dicevo.
Che cosa ne pensi, invece, di chi alla domanda: <> ha risposto: <>.

- Probabilmente scrive cose strettamente personali e non è ancora pronto a farle vedere ad altri.

-Non ha voglia di “donare” ad altri!
Vedi il pensiero è come un cimelio storico privato: c'è chi lo custodisce gelosamente e chi lo mostra felice che gli altri possano tornare a casa nutriti di più sapere. Che cosa ricava costui ad aprire le porte di casa sua?

- Scrivere e pubblicare, o donare come dici tu, è qualcosa che soddisfa unicamente chi lo fa perché spera che chi legge possa trovare un qualche giovamento. Questo è quello che ricava: la soddisfazione, seppur incerta, di aver offerto a qualcuno lo spunto di una riflessione.

- Ecco è qui che volevo arrivare!
Ma non è solo altruismo, colui che offre ricava sicuramente qualcosa! Non credi?

- Soddisfazione. Non mi dire che si accresce culturalmente, stronzate. Emotivamente? Forse. Nel senso: c'è ben poco di culturale nel mettersi a nudo, c'è tanto di emotivo, questo si, ma la cultura, il confronto culturale è un'altra cosa. C'è chi preferisce, magari, la parola, il confronto verbale, alla scrittura. Non puoi essere troppo ristretta nel tuo pensiero, devi guardare alle sfaccettature delle persone. Il mezzo per aprirsi, confrontarsi, ampliare i propri orizzonti non è il medesimo per tutti.

- Si il mio  era solo un esempio. Anche io non metterei mai delle cose personali che ho scritto, ma il mio pensiero lo offro eccome! Perché il mio pensiero è lo stesso, qualsiasi testo scrivo (pagina di diario o tematica generale)! Se uno scrive ha qualcosa da dire. Il rifiutarsi totalmente a qualsiasi forma d’apertura denota restrizione mentale.
Io credo che la scrittura sia arte e chi ne produce, offrendola, trasmette godimento e riflessione agli altri. E si, forse non ricava nulla da chi si è cibato di lui, ma l'apertura a cui si è lasciato andare è già un ricavare qualcosa.

- Beh l'apertura che si ricava è una cosa personale e può non essere la stessa per tutti, magari c'è chi scrive perché si ritiene bravo e vuole che gli altri lo sappiano, chi lo fa per passatempo, chi perché crede in ciò che pensa. Poi c'è chi come me, preferisce il leggere allo scrivere. E anche quello è un modo per avviarsi alla cultura. Lo preferisco, anzi, perché leggere ti fa pensare, e pensare a volte, ma non per tutti, ti fa scrivere. Sfaccettature.

- Perché vogliamo aprire questa rubrica? Io punto allo scopo preciso di ricavare idee, di trovare pensieri. Non m’interessa come si scrive e non mi interessa la notorietà. Voglio essere spinta a guardare in delle  realtà in cui non guardo mai. A pensare a qualcosa di nuovo, come quando leggi un libro: è la stessa medesima cosa, mi nutro di riflessioni. L'unica differenza è che nel laboratorio di scrittura ho anche l'occasione di “imboccare” qualcuno. In questo consiste il crescere, nel prendere e nel dare!

- Beh, allora non puoi chiamarlo laboratorio di scrittura, chiamalo angolo dei pensieri, perché altrimenti si deve stare attenti a come si scrive. I libri prima di essere stampati sono riveduti e corretti, chi scrive deve, in primis scrivere bene, altrimenti anche il pensiero giungerà contorto. La buona sintassi e la corretta struttura sono la prima cosa se vuoi parlare di testo. Altrimenti parli di discussioni. Comunque è tardi ti chiamo domani pomeriggio e parliamo, buona notte e non rispondere a quest'ultimo sms sennò non ne usciamo più. Tieni a mente!

- Rispondo e conservo nelle bozze per domani, buona notte!
 

Dieci minuti più tardi...

- Non ce l'ho fatta a non rispondere, scusa.
Alla fine devo dire che mi sono sentita spiazzata, voglio un angolo della scrittura non un forum di discussione… Ora ti auguro buona notte, davvero!

- Chissà... buona notte!


-Start ore 23.57
-End ore  01.32

La Redazione

Commenti   

 
0 #1 Maria Giovanna Lettieri Y-m-d H:i
Eravamo proprio in alto mare!!! :-)
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