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Commenti - II edizione

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ME

on . Posted in Sottolascorza la Rubrica - Sottolascorza - II Edizione

Questo cattivo tempo sembra che mi segua.
Riesco quasi a sentirmelo addosso.
Penso che sono deciso a non mollare.
Com'è difficile trovare un riparo.
Nell'occhio del ciclone ci sono stato altre volte;
Digiuno nel corpo
e nell'anima.
Mille volte ho visto infrangersi i miei sogni,
mille e mille volte gettato tra le braccia dello sconforto.
Conosco bene la tua faccia.
Sono ancora sanguinante,
le mie ferite non si sono mai rimarginate.
Ne porto ancora i segni
e ne sento il dolore,
ogni giorno della mia vita.
Forse mi troverai sfinito e tremante
quando arriverai,
ma non importa.
Penso che venderò cara la pelle.
Dovrai tirarmela via coi denti.
Finchè avrò forza
cercherò di ricomporre le mie parti disperse,
per risorgere ancora,
e poi ancora.
Non so se riuscirò a non far tremare più le mie mani,
come adesso,
ma sarò sempre in piedi,
di fronte a te,
con tutto me stesso,
con tutto quel che posso.
Stranamente trovo serenità
in queste nuvole scure.
La mia anima si congiunge a quella della tempesta.

Bonzo

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La mia città

on . Posted in Sottolascorza la Rubrica - Sottolascorza - II Edizione

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Io sono della città dove le persone hanno piacere di stare insieme; dove, insieme, si fa il gioco di stare bene insieme.

Dove ognuno collabora, con quello che ha, con quello che ha in quel momento; dove nessuno ha un ruolo fisso, nessuno è il capo, nessuno è il più intelligente, il più bravo, dove nessuno è stupido… non sempre.

Dove si cerca, insieme, di capire meglio le cose; dove si ha piacere più ad ascoltare, che a parlare, perché ad ascoltare si impara; ma si parla, quando si ha qualcosa di buono da dire, perché serve a tutti; e dove tutti partecipano a valutare, a dare il giusto peso.

A scoprire il mondo, la vita, come si vive nel mondo, a scoprire come si vive.

Dove si ride, si scherza, ci si diverte, finché si può. Dove si cerca di non avere freddo, di non avere fame, e si fa in modo che nessuno abbia freddo, abbia fame; che nessuno abbia paura, che nessuno sia malato.

Finché si può.

Dove ci si rispetta, prima di tutto, nella diversità, perché la diversità arricchisce; ma, soprattutto, perché è bello venire rispettati. E allora, si comincia col rispettare gli altri.

Dove si può dormire insieme, mangiare insieme, finché si può; ma dove si può, anche, quando si vuole, o quando si deve, mangiare da soli, dormire da soli.

Dove si può fare qualunque cosa, perché non si hanno intenzioni cattive.

E ti viene da ridere, e se non ti viene da ridere sorridi, senza sapere perché; e non hai niente da fare, ma sei contento lo stesso, oppure devi lavorare, ma a lavorare sei contento. Dove, se devi creare crei, se devi suonare suoni, se devi scrivere scrivi, se devi ascoltare ascolti. Se vuoi il silenzio ce l’hai, e allora il silenzio ti parla.

Dove è bello stare con gli altri, perché gli altri non sono un problema, non ti portano problemi.

Ma ti fanno compagnia, e la compagnia ti serve per stare bene.

Questa è la mia città, la mia patria.

Io sono di questo posto, dove ho le mie radici.

Stefano Caldiron

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Il caposaldo della farfallina

on . Posted in Sottolascorza la Rubrica - Sottolascorza - II Edizione

Certe volte il tempo è fermo,
scatto la tua foto in movimento,
un riflesso infinito e scaltro,
due specchi, uno di fronte l’altro.
Provo a guardare ma niente è autentico.
Questo è uno shock
Non so com’eri, non so dov’eri,
farfallina finta su fiori veri.
Nella città senza identità.
Nel libero mercato, ognuno ha la sua maschera,
ognuno ha il suo teatro.
L’Italia fa schifo, dalla soubrette, alla politica, dal calcio, al tifo.
Sù e giù, tutto intorno.
Me ne vado e non ritorno.
Casca il mondo, casca la terra.
E infine il caposaldo per sottrarti alla guerra.
Non so com’eri non so dov’eri,
farfallina finta su fiori veri.
Le settimane disegnate per terra,
le ha cancellate la pioggia e il vento.
Certe volte il tempo è fermo.
Ma io continuo a tentare
Scatto la tua foto in movimento.
Provo a guardare ma niente è autentico.
Questo è uno shock
Non so com’eri non so dov’eri
Farfallina finta su fiori veri.

Federico Lettieri

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